LA MEMORIA E L’OBLIO –

Di cosa possiamo aver memoria? In genere, se non colpiti da demenza senile, di ciò che abbiamo vissuto in prima persona. Naturalmente non può bastare ma per millenni e in alcune popolazioni del pianeta è bastato e continua a bastare. Se non abbiamo esperienza diretta e personale l’unica via che possiamo percorrere per capire il mondo in cui viviamo è lo studio della Storia attraverso le scritture e le testimonianze altrui perchè se non si scrive di un fatto c’è il fondato rischio che il fatto semplicemente non esista.
La tragedia dell’olocausto è diventata tale dopo la fine della seconda guerra mondiale quando nell’aprile del 1945 le truppe russe e angloamericane cominciarono a varcare i cancelli dei campi di concentramento nazisti e, appresso ad esse, entrarono anche fotografi e cine operatori. Il giorno della memoria inizia ufficialmente lì. Ma è sbagliato è una menzogna, un comodo alibi. I fatti erano precedenti e non vi era bisogno di alcuna memoria, solo di normale consapevolezza. I ragazzi tedeschi che oggi hanno 18-20 anni sono i figli di coloro che avevano la stessa età 5-6-7 anni dopo la caduta del nazismo. I padri di questi ultimi a loro volta erano nati da coiti avvenuti presumibilmente da coppie che negli anni trenta avevano raggiunto la maturità sessuale. Solo quella? Dove erano i nonni e le nonne della signora Merkel& co all’epoca delle elezioni federali tedesche del luglio 1932? Vi parteciparono? Presumo che da bravi e disciplinati tedeschi lo fecero. Nessuno di essi è responsabile dell’aver fatto diventare i nazisti la seconda forza del Parlamento (Reichstag)? Io chiedo ai tedeschi di oggi di informarsi finalmente, di ricercare nelle pieghe della loro memoria dove fosse il loro seme Il 30 gennaio 1933 quando il presidente Paul von Hindenburg nominò Adolf Hitler Cancelliere della Germania. Le stesse domande dovrebbe porle l’Europa intera anche a noi che siamo usciti dal Fascismo e non sono quesiti da poco, dovrebbero bruciarci la pelle e farci chinare la testa. I nonni dei burocrati tedeschi, dei cittadini tedeschi, i padri che dopo il disastro bellico da essi provocato, ricostruirono in tempi record il loro paese, gli uomini che hanno fatto della Germania un pilastro ( anzi IL pilastro) della nuova Europa…tutti i 20 milioni circa di tedeschi che la notte del 27 febbraio 1933 videro bruciare il Palazzo del Reichstag o ne ebbero sicuramente notizia i giorni dopo, che seppero delle accuse contro Marinus van der Lubbe e dei fatti immediatamente conseguenti. I tedeschi che si trovarono sulle spalle il Decreto dell’incendio del Reichstag e le successive eliminazioni dei diritti democratici e civili da cui fisiologicamente scaturì nel marzo 1933, il Decreto con cui il Reichstag conferì poteri dittatoriali al cancelliere Adolf Hitler, dov’erano? Che facevano? Per chi votarono? La shoah anzi la soluzione finale della questione ebraica (EndlösungderJudenfrage) iniziò lì, in quel periodo fino ad arrivare alla trionfalistica ufficializzazione congressuale della Conferenza di Wannsee del 1942. Io ripeto la domanda che tutti dovremmo fare: dov’erano i tedeschi allora?
Ogni cittadino tedesco negli anni tra il 1933 e il 1939 aveva almeno un paio di vicini ebrei, la lattaia, il calzolaio, il commerciante di frutta e verdura, il professore di scuola, lo scienziato, la casalinga, il compagno/a di scuola, la cameriera, il cuoco/a, il manovratore del tram, la prostituta e i suoi frequentatori…………… Tutto un mondo civile accanto al proprio, ed io ripeto la domanda: signori, quando in breve tempo avete visto scomparire questi cittadini che vi vivevano accanto, possibile che non vi siate posti nessun interrogativo? E’ mai possibile? Come è possibile! In quegli anni non avete mai visto stazionare nelle vostre stazioni un treno strano, blindato? Mai una voce, un gemito…mai un dubbio? Non avete mai osservato da lontano una zona come quella di Dachau? E nessuna domanda vi è sorta spontanea? Nessuno dei vostri parenti militari o altro vi disse mai, magari di nascosto, che… Il mio giorno della memoria è un atto di accusa contro tutti coloro che pensarono e oggi ancora pensano di non essere coinvolti, di non avere e non aver avuto responsabilità perchè non c’erano. Non è vero! Voi c’eravate perchè c’erano i vostri padri e i padri dei vostri padri; sulla eliminazione delle vostre coscienze pavide è stato costruito il vostro benessere quello stesso che oggi ci sbattete in faccia con il tono dei professori cui dare conto dei nostri compiti. Conto di che? A chi? L’Europa dopo il massacro della guerra avrebbe dovuto tenervi in quarantena per un secolo. I vostri padri, i vostri docenti avrebbero dovuto mettervi sotto il naso per decenni le foto orribili che i primi reporter scattarono entrando ad Auschwitz, Chełmno, Bełżec, Chełmno, Sobibóretc etc. Chissà se fin da allora avreste avuto la stessa arroganza etica di dire – ma noi che cosa centriamo?
Perchè il problema vero di un giorno come questo non è quello di aver memoria, ricordare, ma di capire e avere la forza etica di dire, mettendosi la testa fra le mani, Dio mio cosa abbiamo fatto! Ed espiare a lungo senza dare lezioni a nessuno, tantomeno di economia politica e ordine sociale. Non v’è memoria senza conoscenza e non può esserci sapere senza analisi. Senza lo studio di quelli che furono le premesse ideologiche della superiorità della razza, senza la conoscenza della storia tra il 1919 e il 1945 in Europa non ha senso nessun giorno della memoria. Esiste un’etica profonda e generale che l’umanità sconfessa con vergognosa noncuranza, un termine di confronto che attraversa intere generazioni e che viene rimpallato tra di esse come una pietra incandescente: brucia tra le mani e fa male, meglio dimenticare e dire io non c’ero, io non ne ho colpa. E’ il sistema con il quale, nei decenni posteriori a quello orribile del secondo conflitto mondiale, milioni di esseri umani hanno “ricordato” la Shoah e dimenticato i Gulag, le prigioni dei vietcong, Guantanamo, le carceri cinesi o quelle turche e ad altri innumerevoli campi di concentramento senza svastica. Altro che giornata della memoria, non abbiamo altro che complesse operazioni di cancellazione radicale. Scrissi anni fa un post su questo stesso argomento, fu valutato positivamente ma non diceva nulla! Non serviva a nulla, come a nulla serviranno adesso le manifestazioni e i discorsi ufficiali; quel post è un guscio vuoto. Allo stesso modo è questa ridicola comunicazione tra sordi nella blogosfera, mielosa e ideologica ad oltranza e priva soprattutto di conoscenze storiche adeguate. Invece di leggere queste mie sciocchezze più o meno auliche, di complimentarsi più o meno dolorosamente tra noi ( o parte di noi) per la nostra coscienza rivoltata come un calzino per l’occasione, invece di ricordare la memoria, sarebbe più etico perdere un po’ di tempo e leggere …leggere dell’avvento del nazismo, dei suoi epigoni, delle sue basi ideologiche, delle dinamiche che portarono Adolf Hitler da piccolo e furioso politicante a unico profeta del terzo Reich passando attraverso il suo disgustoso MeinKampf. Ma non siete stanchi di gusci vuoti? La giornata della memoria si onora studiando con attenzione come l’uomo si può trasformare in un escremento in divisa con buona pace di molti culi puliti e candidi. Non le si fa nessun buon servizio dicendo -orrore, mi dispiace, non accadrà più- Perchè accade, è accaduto sta accadendo e noi siamo coinvolti sempre. E la storia dei culi che bisogna studiare per evitare ulteriori “inconsapevoli” defecazioni. Chiudete i blog e aprite un libro, anzi i libri.

Poesia di una riga

Poesia di una riga
scorciatoia per un paradiso senza rate
posizione certa
del mio vivere incerto.
Mi avvito senza fretta
e sono già dentro il sogno
il cuore dentro e gli occhi fuori
a scrutare il fastidio e la mancanza
le buone maniere
e il mio definitivo commiato.

PLEMMIRIO TRENTANNI DOPO –

…Guiderò per una settantina di chilometri, devo raggiungere un altro mare: so esattamente cosa è successo, la mia mente si è messa in cammino in modo autonomo: io la conosco bene, si fermerà da sola per sfinimento e finalmente mi lascerà dormire. Adesso galoppa veloce verso sud, verso Ortigia, verso un angolo preciso di strada, in direzione d’antiche stagioni mai dimenticate. Marzo 1985
Ho bisogno di lasciarmi andare al sogno, di crederci e vivere delle sue immagini sensuali e vere: con esse si può volare, leggeri e bellissimi e si può planare come uccelli marini nella terra dei papiri che avvampano al sole del tramonto. I due fiumi sono come i bracci di un diapason, lontani per miglia e miglia, vicinissimi alla fine: L’Anapo e il Ciane sfociano a pochi metri l’uno dall’altro, corrono incontro alla loro fine nel mare di Siracusa come due amanti uniti dallo stesso destino. Le acque verdi della sorgente del Ciane sono appena increspate da una leggera brezza che culla le canne recando trilli malinconici e sottili. E’ facile rievocare la storia antica e terribile di Proserpina strappata da un’orda di demoni alle sue compagne di giochi. Il mito alza il tenore di un fatto geografico, stravolge e lancia nello spazio dell’immaginazione la mediocre normalità del quotidiano. Il mito racconta della ninfa Ciane che pianse per giorni e giorni l’amica perduta finchè gli dei compassionevoli non la mutarono in una splendida fonte, verdeazzurra come il suo nome… Mi accendo una sigaretta, tiro una boccata ed espiro lentamente: il fumo è come il mio pensiero, mi esce dalla testa chiaro e limpido che pare che neanche mi appartenga e vola via lento come un uccello. Mio nonno mille anni fa mi raccontava che nella vita, se uno vuole essere uomo, si deve fare uccello: mangiare poco, non stare fermo mai, passare il mare, vedere posti ma senza farsi incastrare mai e senza farsi accecare mai, da una femmina, da un padrone, da una casa. Nonno non ti ho dato ascolto, non pienamente ma una parte di me è rimasta uccello e stasera si è posata qui alle fonti del Ciane, un passo prima del mare. Devo confessarlo, non sono diventato un caminante, uno di quei fortunati che sono veri cittadini del mondo, non portano pesi e possono volare liberi ovunque; ma questo luogo col suo leggero ronzio di acqua che scorre è senza dubbio il posto del canto e del volo, dove l’acqua entra nella terra e si fa casa per gli uccelli, dove il mare e il cielo sono una cosa sola. Sognare qui costa pochissimo, lo Jonio a due passi mi raccoglierà …e poi annegare o volare non importerà molto, i palazzi della marina di Siracusa dall’altra parte del Plemmirio cominciano a diventare d’oro e d’argento mentre il sole scende nel mare.
Trentanni dopo – C’è sempre un cammino privato anche in un atto pubblico come quello di pubblicare uno scritto in rete. Io ero là, su quella banchina quella sera quell’anno, il desiderio di completezza, di riunirsi alla propria intimità era una musica che suonava dentro, io la percepivo bene ma dirlo fuori era improponibile…anche adesso mi appare difficile. L’autocritica ha un senso solo se è libera e severa, così è come il bacio vero di una donna che ti ama, diversamente è solo accademia ideologica, non serve, non aiuta ma ti affossa. Il pensiero di quella sera se ne andò verso sud: credeva di trovare il suo ultimo approdo là dove aveva sognato una vita diversa per l’ultima volta. Trovò solo altro mare e un piccolo gruppo di amici a salutarlo per il suo prossimo viaggio. Aleggia da quelle parti, mi aspetta lì, sa che arriverò e ce ne andremo assieme, io lui e i nostri sogni, così come siamo nati.

A SUD DEL SUD

La Sicilia è fuori da tutto ciò che è Europa, progresso sociale ed economico, essa è esattamente al punto zero del 1860.
Ferma ad un disperato bisogno di strutture, denaro e prospettive lavorative: un carro fatiscente e grottesco trainato da un nord sempre più stanco di averci a che fare.

ANNO 2020

Non mi piace il tipo di comunicazione dei social ma forse non mi piacciono la gran parte di coloro che li abitano! Non mi piaccio nemmeno io quando mi relaziono con essi (quasi mai). Questo non è un semplice diario privato, non dovrebbe esserlo, non è il veicolo per esternare urbi et orbi convinzioni-assiomi non sostenute in genere da niente altro che la propria crassa e arrogante ignoranza. Non so più cosa sia una scrittura in ambiente virtuale, è un vero dramma ogni volta che apro queste pagine perchè mi pare che invece voi tutti abbiate le idee molto più chiare delle mie, ma so bene cosa e come sono io: un vecchio borghese alfabetizzato, solitario e scontroso che ha deciso di tornare al vecchio cartaceo luogo a lui moto più congeniale.  Osservo anche che la gran parte dei blog e dei social leggibili (gli altri sono inqualificabili chat) sono tutti orientati decisamente a sinistra, non esiste altra dimensione culturale, non esistono altre storie, non devono sopravvivere altre valutazioni intellettuali. Quindi io NON DEVO ESISTERE. Per favore non fate la faccia indignata e non pensate neppure per un momento che il problema sia solo da attribuire alla mia incapacità di comunicare o reggere qualsivoglia confronto. Il problema attiene invece a una dittatura del pensiero e della comunicazione asfissiante ed è attualmente insolubile perchè abbiamo linguaggi terminologicamente e concettualmente distanti anni luce; si chiama divario generazionale acuito da non conoscenze storiche sociali e culturali che, permettetemi di dirlo, spesso sono solo vostre. Vostre perchè non leggete, leggete poco o solo un certo tipo di letteratura. Monocorde, ideologicamente dittatoriale e aliena da qualsiasi tipo di dubbio. Da anni ho provato a dire la mia altrove, da anni vengo messo da parte, isolato e guardato con sospetto. Credo di poterlo dire con pacatezza: io non appartengo a questo vostro mondo di tutti uguali e tutti in coro. Anche nelle ultime ore ho girato per il web alla ricerca di una voce critica sul mondo e sulle cronache di questi tempi. Niente da fare. Far scappare la maggior parte dei lettori da questo blog è semplice, basta dire sinceramente la propria verità… Esattamente ciò che farò adesso.

Non mi piace per nulla Papa Bergoglio e non mi è mai piaciuta la millenaria intromissione politica della Chiesa nelle faccende italiane ed europee. Basterebbe sfogliare un libro di storia, dalla Donazione di Costantino in poi, passando dal periodo Avignonese e transitando attraverso i papi del 500- 600 laidi guerrieri cinici…Politici in senso stretto. Ma che serve dirlo al popolo dei blog? Serve solo a farsi insultare sia dai clericali incalliti che dai marxisti ecumenisti bergogliani odierni. Bergoglio comunque sta preparando con lucido cinismo un nuovo scisma dopo 5 secoli da quello protestante, non difende i cristiani e non controbatte teologicamente l’Islam che possiede principi molto diversi. Bergoglio sta distruggendo il cristianesimo tra gli applausi della gran parte della rete a me conosciuta. Non mi piace questa pseudo sinistra che da dieci anni domina sulle nostre vite. Pseudo non perché si sia evoluta o adeguata a tempi socialmente diversi ma perché ha misconosciuto il portato storico del socialismo teso alla difesa dei lavoratori, al loro sviluppo economico e intellettuale, perché appoggia ideologie terribili verso le donne e il popolo italiano che afferma di difendere mentre in realtà fa da volano a un imperialismo capitalistico più duro che mai. Come si può considerare Renzi un uomo di sinistra, la Boldrini un difensore delle donne, Asia Argento dal pugno chiuso una forte intellettuale o combattente di sinistra? Nessuno di tali personaggi possiede un grammo della serietà di Nilde Iotti o di Pertini!! La sinistra che fa opposizione anche in rete sui blog è un fenomeno di una tale mediocrità e volgarità da non meritare nulla, nemmeno queste mie righe. Intanto fa proseliti sulle vostre pagine e nei vostri salotti ” culturali”.

La questione clandestini sul territorio nazionale è gestita in modo vergognoso, direi senza senso ne umano ne politico; la clandestinità è un reato ovunque e i confini nazionali esistono ovunque perché le nazioni esistono su tutto il pianeta qualunque sia il loro regime politico. In nessun luogo al mondo l’arrivo in massa di esseri umani con abitudini e culture diverse ha prodotto SOLO effetti positivi, la storia ce lo dice a chiare lettere e ci dice anche che solo un’integrazione pulita con il vecchio tessuto sociale in cui ti presenti può essere accettata. Il contrario produce devastazioni terribili. Non si è mai visto che una civiltà debba sparire autoconsegnandosi ad un’altra che la invade con arroganza. I termini della questione sono ben diversi, i valori dell’Europa millenaria non sono inferiori a quelli delle foreste o dei deserti africani, non si capisce il senso di chi afferma il contrario. Inoltre l’azione delle ONG è palesemente una versione moderna delle navi negriere fine XVIII secolo e non capisco secondo quale criterio si possa favorire una immigrazione incontrollata in un paese che ha enormi problemi economici, sociali ed etici. Una follia ipocrita e letale spacciata per solidarietà umana, la stessa con cui riempire di nuovi schiavi le bidonville e le baraccopoli del nostro territorio, campi di concentramento per schiavi sotto l’occhio indifferente delle Prefetture! Lo schiavismo dei caporali, la lotta tra poveri e il loro sfruttamento deriva direttamente dalla politica immigrazionistica dei governi precedenti a questo. Non c’è nessuna integrazione perché la gran parte di uomini che arriva qui non ha alcun interesse a conoscere e accettare e rispettare l’Italia come è stata e come è. Che maledetto senso può avere gente di colore che manifesta per l’ANPI? Cosa diavolo può saperne un ragazzo di vent’anni nigeriano sbarcato ieri in Italia della guerra civile del 43-45, del Fascismo, del corporativismo, di Matteotti, di Gentile, di Badoglio, dei Savoia. In realtà non ne sapete nulla nemmeno voi! Il dramma è questo: chiunque scrive senza sapere le enormi corbellerie che scrive e tutti vi applaudite tra voi. Bene bravi bis e guai a dire qualcosa di diverso. Stronzo supponente…Fascista!

Ritengo l’Islam un cancro mortale. l’Islam è in rotta di collisione con tutto quello che in mille anni ha prodotto la civiltà europea occidentale. Da qualsiasi punto di vista lo si consideri un intellettuale soprattutto se di sinistra, soprattutto se di sesso femminile dovrebbe combatterlo come la peste. Musica, pittura, scrittura, equiparazione dei sessi, sessualità, rapporti sociali…Mi fermo per non vomitare! l’Islam non si integra vi integra volenti o nolenti! Ma voi continuate pure a volteggiare sul vostro cadavere intellettuale. Considero La signora Boldrini una iattura nazionale, é incredibile che una tale mediocre e ignorantissima figura sia diventata la terza carica di uno stato! Inconcepibile. Mattarella non mi rappresenta, non mi piace e lo considero una figura mediocre e senza spessore, mi spiace solo che sia un mio concittadino allo stesso modo in cui mi vergogno che Orlando possa essere sindaco della capitale della Sicilia. Un palermitano ridicolo, senza spessore, legato solo all’apparire in tendenza, l’uomo che osò infangare l’attività di Falcone poco prima che egli morisse nell’attentato mafioso di Capaci. Solo per questo il signor Orlando col copricapo arabo in testa farebbe meglio a dimettersi e provare semmai ad aprire una friggitoria nel centro storico e dedicarsi al pane e panelle, pane ca’ meusa e quarume. Ci facissi chiu’ figura. Saviano mi ha deluso, è un intellettuale senza dignità propria, una mente a pagamento di una ben specifica corte. Peccato, un vero peccato, dai tempi di Gomorra l’acqua passata sotto i ponti non gli ha dato lustro lo ha solo appiattito in una serie di polemiche e insulti che gettano su di lui una luce malevola. Cortigiano come tutti del resto!

La magistratura è quasi del tutto rossa quindi non è seria e non è nemmeno un riferimento di legalità. La giustizia e l’amministrazione di essa non può avere colore politico, un magistrato non ha tessera di partito, se la manifesta si dimetta! La magistratura non può permettersi di appiattirsi su un gioco politico e ideologico che non le compete profittando tra l’altro della sostanziale impunità dei suoi componenti. Intoccabili! Ma fallibili!!! Così diventano solo poveri comuni stronzi, come tutti.

Ritengo gran parte dell’elettorato leghista una massa di razzisti verso i meridionali ed io sono meridionale. La base leghista, il suo zoccolo duro è assolutamente convinto di poter fare a meno del sud non riconoscendo ad esso nessun valore culturale, sociale ed etico. Il motivo è molto semplice ignoranza storica totale e paura di un confronto serio dal quale uscirebbe sconfitto. Non considero L’Italia una Nazione e gli italiani un vero popolo, non lo sono mai stati e questa unità tanto strombazzata è meno che virtuale. È solo un falso storico gigantesco, una agiografia inventata di sana pianta per fare da vassallo a una storia italiana che pochi conoscono e che fa comodo tener celato. Ritengo la gran parte dei blogger incrociati in questi 10 anni totalmente digiuni di Storia, solo così si capiscono le corbellerie che scrivono sulle loro pagine. La UE è uno schifo vergognoso e una dittatura sempre più stringente sul collo di ciascuno di noi. Essa non è nemmeno lontana parente del sogno europeo ideale degli anni 50- 60 col contributo intellettuale dell’Italia; questa Europa di Bruxelles è un mostro alieno avulso dagli interessi e le necessità del popolo ma strumento potente di élites estranee a qualsivoglia nostra necessità. Però questa ameba soffocante viene esaltata e spacciata per l’unica nostra salvezza con un martellamento continuo. Odio le chat spacciate per commenti ma l’ambiente virtuale fuori di metafora sta diventando solo questo: un cinguettio continuo poggiato come condimento su qualsiasi argomento proposto. Gossip, tentativi di seduzione velata, oppure insulti sprezzanti, the e pasticcini o arsenico e vecchi merletti. Così io non ho alcuna speranza di poter risiedere serenamente e proficuamente in rete.  Ho pubblicato ugualmente per narcisismo e liberazione intellettuale… L’ho fatto finora scioccamente cercando un modo diverso che mi somigliasse, non ci sono riuscito e pubblicare non è comunque il termine esatto poichè ormai non pubblico più nulla o per meglio dire io me la canto e me la suono, il foglio che hai in mano ne è la prova. Date certe premesse certi risultati sono scontati. Non sopporto i consuntivi: esaminare come e quanto io mi sono consumato non mi piace, però i consuntivi occhieggiano ugualmente ai lati della mia strada, sono io che faccio finta di non vederli. Verrà un tempo diverso e i social così come li abbiamo conosciuti spariranno per sempre, non ho idea di quello che li sostituirà, non so nemmeno se essi resteranno come totem di un’epoca interlocutoria speciale. So perfettamente che l’idea che ci ha mosso, i desideri e le fantasie che nutrivamo da qualche parte hanno trovato rifugio, può darsi che un giorno ci sentiremo chiamare e capiremo.